Storia

L’Imperatrice Elisabetta d’Austria

L’Imperatrice Elisabetta, una figura quasi romanzesca, che si distinse per grazia, bellezza, intelligenza, ma anche per la sua cultura e le sue convinzioni liberali, divenne ampiamente nota quando Romy Schneider la interpretò nel leggendario film Sissi.

Nacque nel 1837 nella residenza dei Possenhofen in Baviera. Prima ancora di raggiungere la maggiore età, sposò Francesco Giuseppe I d’ Asburgo, dopo una breve storia d’amore. Le difficoltà che Elisabetta affrontava alla corte imperiale la portarono a cercare evasione in numerosi viaggi. Durante uno di questi visitò Corfù, dove rimase per tre mesi, affascinata dall’isola. Elisabetta tornava spesso nella sua amata Corfù e nel resto della Grecia, dove approfondì la cultura greca con diversi insegnanti, tra cui Costantino Christomanos. Sono noti i dialoghi tra loro, che diedero origine alla voce di un possibile amore platonico tra l’imperatrice e l’ autore della Bambola di cera.

Eventi drammatici tra il 1867 e il 1889, anno in cui il figlio, il principe ereditario Rodolfo, morì improvvisamente, sconvolsero profondamente il suo animo. L’ imperatrice cercò allora serenità lontano da Vienna, a Corfù. Qui, a Gastouri, iniziò la costruzione di un piccolo palazzo, completato nel 1891. Fu lei stessa a decorarlo, sia all’ interno che all’ esterno, con opere e raffigurazioni ispirate alla mitologia e alla storia greca. Il nome “Achilleion” fu scelto dall’Imperatrice per la sua particolare devozione verso Achille, eroe principale dell’ Iliade e della guerra di Troia.

Kaiser di Germania

Il Kaiser (Imperatore) di Germania, Guglielmo II, su proposta dell’allora Re di Grecia Giorgio I, acquistò l’ Achilleion nel 1907, dopo due anni di negoziazioni.

Diventato ormai proprietario del palazzo, il Kaiser apportò diverse modifiche e aggiunte, come lo spostamento dell’Achille Morente nella sua attuale posizione, dal punto in cui oggi si erge l’ Achille Vincitore, da lui stesso introdotto. Inoltre fece rimuovere dall’ Achilleion la statua del poeta Heine, che l’ Imperatrice aveva fatto collocare nel bosco. Infine fece costruire accanto al palazzo un grande edificio destinato ad ospitare la sua guardia.

Il suo primo intervento fu però la riorganizzazione dei giardini del palazzo, che non era stato abitato per nove anni e risultava quindi trascurato. Per questo motivo fece arrivare rinomati agronomi e giardinieri, nonché alberi e piante, allora rari, molti dei quali si conservano ancora oggi.

L’ Imperatore contribuì attivamente anche agli scavi degli Agii Theodoroi a Garitsa, portando personalmente l’ archeologo tedesco Dörpfeld, grazie al quale furono scoperti reperti oggi conservati nel Museo Archeologico di Corfù, tra cui la celebre Gorgone.

La sua ultima opera fu la costruzione di un osservatorio a Pelekas, da cui si può ammirare gran parte dell’ isola. Molto altro avrebbe potuto realizzare l’ ambizioso Imperatore di Germania, ma il viaggio che fece nel 1914 a Corfù si rivelò essere l’ ultimo.

Palazzo

Ammirando oggi l’ imponente presenza del Palazzo, il visitatore non può che lasciarsi trasportare in un’ altra epoca, quando esso rappresentava la residenza estiva di due figure della storia europea, accomunate soltanto dall’amore per Corfù, per la Grecia e per la sua cultura: l’ Imperatrice d’ Austria-Ungheria Elisabetta, la celebre Sissi, e il Kaiser di Germania Guglielmo II.

Lei lo fece costruire per rifugiarsi e dimenticare il suo dolore; lui lo acquistò dopo la sua morte, ma la guerra, che egli stesso dichiarò, non gli permise di goderne.

Durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, il Palazzo fu occupato, utilizzato per altri scopi e, purtroppo, saccheggiato. Dopo lunghi lavori di ricostruzione e restauro, il Palazzo ha recuperato il suo antico splendore.

Epoca contemporanea

Corfù fu occupata nel dicembre del 1915 dalle truppe francesi e serbe durante la Prima Guerra Mondiale. L’ Achilleion fu trasformato in quartier generale e ospedale dei Francesi e dei Serbi. Il fatto che i Tedeschi fossero i loro nemici influenzò la distruzione di tutto ciò che ricordava il Kaiser. Ancora oggi rimane sconosciuto ciò che scomparve in quel periodo.

Dopo la fine della guerra, con il Trattato di Versailles del 1919, il palazzo passò allo Stato Greco come parte delle riparazioni di guerra. Durante il periodo tra le due guerre, molti oggetti e arredi furono venduti a diverse famiglie benestanti. Il palazzo si trovò nuovamente al centro degli eventi durante la Seconda Guerra Mondiale, nel periodo dell’occupazione italo-tedesca. Fu utilizzato allora come quartier generale e ospedale dagli occupanti e, purtroppo, saccheggiato.

Successivamente, dopo la liberazione, ospitò una residenza per insegnanti di scuola primaria, scuole tecniche, istituzioni reali e strutture per l’ infanzia. Con il passare del tempo, divenne sempre più evidente che l’edificio stava andando incontro a un progressivo degrado.

Visita

Prima ancora che il visitatore entri nell’Achilleion, può percepirne la grandiosità ammirando le prime statue e sculture che decorano il perimetro e l’esterno del palazzo, tutte ispirate alla mitologia greca antica, ai grandi giardini terrazzati e alla vista straordinaria.


Entrando nel palazzo, il visitatore si trova di fronte alla scalinata, un’opera d’arte di inestimabile valore, che celebra la mitologia greca con statue di Zeus e Hera, statuette più piccole e sculture in gesso. A destra si può vedere il ritratto dell’Imperatrice Elisabetta, mentre a sinistra si ammira il camino in marmo con le statuette che lo decorano. Il soffitto è impreziosito da un enorme affresco, opera di straordinaria arte, che raffigura allegoricamente le “Quattro Stagioni”. In cima alla scala si trova un’ imponente pittura a olio che rappresenta il Trionfo di Achille nella battaglia contro Ettore.

La cappella cattolica di Elisabetta è un’opera d’arte completa, con punto culminante l’affresco sulla volta, che raffigura il processo di Cristo. Nella Sala di Elisabetta si trovano mobili e oggetti provenienti dalla sua camera da letto, oltre a un grande dipinto che raffigura Ulisse e Nausicaa sull’ isola dei Feaci, mentre nella Sala del Kaiser sono esposti oggetti personali dell’ imperatore tedesco Guglielmo II, un suo ritratto e altri dipinti a tema navale.


Anche l’ esterno del palazzo è decorato con opere d’arte di ineguagliabile valore. Nel peristilio dell’ Achilleion dominano le nove statue marmoree delle Muse, accompagnate dalla statua di Apollo, dalle Tre Grazie e dalla statua del Mercurio alato. All’ interno della loggia del Peristilio, la Loggia dei Saggi, si conservano 13 busti di filosofi antichi e il busto di Shakespeare. La statua forse più preziosa dell’ Achilleion è “Achille Morente”, che raffigura Achille mentre muore tentando di estrarre la freccia dal suo tallone. La statua “Achille Vincitore” è la più grande del complesso, di dimensioni imponenti, e rappresenta Achille nel momento della sua vittoria.

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